Con un comunicato del 24 marzo 2026, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha annunciato l’attuazione del nuovo incentivo fiscale destinato a incubatori e acceleratori certificati che investono in startup innovative.
Il provvedimento introduce un credito d’imposta pari all’8% degli investimenti effettuati, con l’obiettivo di rafforzare il sistema nazionale dell’innovazione e favorire la crescita di nuove imprese ad alto contenuto tecnologico.
Chi può beneficiare dell’agevolazione
L’incentivo è riservato agli incubatori e acceleratori certificati che:
- effettuano investimenti diretti nel capitale di startup innovative;
- investono indirettamente tramite OICR o altre società focalizzate su startup.
Per accedere, i soggetti devono essere regolarmente iscritti e attivi nel Registro delle imprese.
Importi e condizioni
- Investimento massimo agevolabile: 500.000 euro per periodo d’imposta
- Credito d’imposta: 8% dell’investimento
- Risorse disponibili: 1,8 milioni di euro annui
- Vincolo di mantenimento: almeno 3 anni
Il beneficio rientra nel regime “de minimis”, con un limite complessivo di 300.000 euro nell’arco di tre anni.
Modalità di utilizzo
Il credito:
- è utilizzabile esclusivamente in compensazione tramite modello F24;
- non è rimborsabile;
- non può essere ceduto o trasferito.
Come presentare domanda
Le richieste potranno essere inviate dal 30 marzo 2026, fino a esaurimento fondi, tramite PEC all’indirizzo:
creditoimpostaincubatori@postacert.invitalia.it
utilizzando l’apposito modulo elettronico.
Soggetti esclusi
Sono esclusi dall’agevolazione:
- imprese in difficoltà o in liquidazione;
- soggetti coinvolti in procedure concorsuali liquidatorie;
- beneficiari di aiuti UE non restituiti;
- imprese soggette a sanzioni interdittive.
Obiettivo della misura
L’iniziativa mira a stimolare gli investimenti privati nelle startup innovative, rafforzando il ruolo strategico di incubatori e acceleratori nello sviluppo dell’ecosistema imprenditoriale italiano.
Una misura mirata, dunque, che punta a rendere più dinamico e competitivo il mercato dell’innovazione nel Paese.
