È online il nuovo bando dedicato al sostegno degli investimenti in impianti fotovoltaici e termo-fotovoltaici destinati all’autoconsumo, con o senza sistemi di accumulo, da parte delle imprese localizzate nelle regioni meno sviluppate. L’iniziativa si inserisce nel Programma Nazionale “Ricerca, Innovazione e Competitività 2021–2027” (PN RIC) e punta a favorire la transizione energetica, la riduzione dei costi energetici e la diffusione delle tecnologie rinnovabili in aree produttive, industriali e artigianali dei Comuni con oltre 5.000 abitanti. Possono partecipare imprese di qualsiasi dimensione, incluse reti d’impresa con soggettività giuridica, purché regolarmente costituite, attive e in piena disponibilità dell’unità produttiva interessata dal progetto. Sono ammesse anche imprese estere, a condizione che possiedano idoneo titolo di disponibilità dell’unità produttiva al momento della prima richiesta di erogazione. Il bando concede un contributo in conto impianti, con percentuali variabili in base alla dimensione aziendale:
• Fotovoltaico: 58% piccole imprese, 48% medie, 38% grandi
• Termo-fotovoltaico: 63% piccole, 53% medie, 43% grandi
• Sistemi di accumulo: 48% piccole, 38% medie, 28% grandi.
Prevista inoltre una premialità per l’utilizzo di moduli registrati nelle categorie A, B o C del Registro tecnologie fotovoltaiche e per le imprese certificate ISO 50001.
Il regime di aiuto applicato è quello del GBER, art. 41.
Sono finanziabili investimenti che prevedano:
• Installazione di impianti fotovoltaici e/o termo-fotovoltaici da 10 kW a 1.000 kW, esclusivamente su edifici esistenti o strutture pertinenziali a servizio dell’unità produttiva.
• Eventuale sistema di accumulo “behind-the-meter”, purché facente parte dello stesso progetto e alimentato per almeno il 75% dall’impianto rinnovabile.
L’energia prodotta deve essere destinata integralmente all’autoconsumo; l’eventuale eccedenza non accumulata sarà ceduta gratuitamente al GSE per 20 anni.
Ogni progetto deve:
• riguardare una sola unità produttiva situata nelle regioni meno sviluppate (Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia);
• essere avviato dopo la presentazione della domanda e completato entro 18 mesi dalla concessione;
• essere conforme alla normativa ambientale e al principio DNSH;
• essere accompagnato da una relazione tecnica asseverata;
• rispettare il divieto di doppio finanziamento.
Ammissibili solo spese per impianti nuovi di fabbrica e sostenute dopo la domanda; esclusi beni usati, spese sotto 500 euro, diagnosi tecniche, lavori in economia, IVA non detraibile, leasing e costi non strettamente connessi alla realizzazione dell’impianto.
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