Chi non ha presentato la Dichiarazione dei Redditi 2025 entro la scadenza ordinaria del 31 ottobre 2024 ha ancora la possibilità di regolarizzare la propria posizione senza incorrere nelle pesanti sanzioni previste per l’omessa dichiarazione.
La normativa consente infatti l’invio della dichiarazione entro 90 giorni dalla scadenza, quindi entro il 29 gennaio 2025, beneficiando di una sanzione minima di 25 euro.
Dichiarazione tardiva entro 90 giorni
Ai sensi dell’art. 2, comma 7, del D.P.R. n. 322/1998, le dichiarazioni presentate entro novanta giorni sono considerate valide, seppur soggette a sanzione per il ritardo.
In base ai chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate con la Circolare n. 42/E del 2016, la dichiarazione tardiva è equiparata a una dichiarazione omessa senza imposte dovute, con applicazione della sanzione ridotta tramite ravvedimento operoso.
👉 Sanzione dovuta: 25 euro
Entro il 29 gennaio il contribuente deve:
- presentare il modello Redditi 2024;
- versare la sanzione di 25 euro;
- pagare le eventuali imposte dovute, gli interessi legali e le sanzioni ridotte per omessi o insufficienti versamenti di saldo e acconti.
Cosa cambia oltre i 90 giorni
Dal 1° settembre 2024 sono entrate in vigore le nuove regole sulle sanzioni tributarie introdotte dal D.Lgs. n. 87/2024.
Se la dichiarazione viene presentata oltre i 90 giorni, è considerata omessa e la sanzione ordinaria è pari al 120% dell’imposta non versata.
È però prevista una riduzione al 75% se la dichiarazione omessa viene trasmessa spontaneamente prima di qualsiasi controllo e comunque entro i termini di decadenza dell’accertamento.
In assenza di imposte dovute, la sanzione varia da 250 a 1.000 euro, con raddoppio per i soggetti obbligati alla contabilità.
Conclusione
Presentare la dichiarazione entro il 29 gennaio 2025 consente di sanare il ritardo con una sanzione minima, evitando conseguenze ben più onerose. Una possibilità da cogliere per mettersi in regola in modo semplice ed economicamente conveniente.
