Decreto PNRR 2026: stop alle ricevute POS cartacee, ma restano gli obblighi sugli Aiuti di Stato

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Con l’approvazione del nuovo Decreto-Legge PNRR del 29 gennaio 2026, il Governo introduce ulteriori misure di semplificazione e digitalizzazione rivolte a imprese e professionisti. Tra le novità più rilevanti emerge l’eliminazione dell’obbligo di conservare le ricevute POS cartacee, mentre resta invariato — non senza polemiche — il regime di trasparenza sugli aiuti di Stato.

Dematerializzazione delle ricevute POS: cosa cambia davvero

L’articolo 8, comma 1, del decreto interviene su una criticità operativa ben nota: la gestione e conservazione degli scontrini emessi dai terminali POS.

Da oggi, ai fini degli obblighi civilistici di conservazione documentale previsti dall’art. 2220 del codice civile, non è più necessario archiviare fisicamente le ricevute cartacee. Il legislatore riconosce pieno valore legale alle evidenze digitali fornite da banche e intermediari finanziari, come:

  • estratti conto con dettagli delle operazioni,
  • tracciati digitali dei pagamenti elettronici,
  • documentazione bancaria disponibile anche tramite app o piattaforme online.

La condizione essenziale è che tali documenti permettano di ricondurre con chiarezza il movimento finanziario alla specifica operazione effettuata. Si tratta di un passo significativo verso la dematerializzazione, che riduce gli oneri amministrativi e supera l’uso di supporti termici facilmente deteriorabili.

Obblighi sugli Aiuti di Stato: nessuna semplificazione

Se sul fronte della digitalizzazione dei pagamenti si registra un progresso, resta invece invariato l’obbligo di trasparenza previsto dalla Legge n. 124/2017.

La prima versione del decreto prevedeva l’eliminazione dell’obbligo di pubblicazione degli aiuti ricevuti dalle imprese, in linea con il principio europeo “once only” (fornire l’informazione una sola volta). Tuttavia, tale misura è stata eliminata dal testo definitivo.

Pertanto, le imprese continuano a dover comunicare e pubblicare sovvenzioni, contributi e vantaggi economici ricevuti dalle Pubbliche Amministrazioni (non aventi natura corrispettiva o risarcitoria), quando l’importo complessivo supera i 10.000 euro annui.

Gli obblighi si assolvono tramite:

  • indicazione nella nota integrativa del bilancio, oppure
  • pubblicazione sul sito aziendale o su portali di associazioni di categoria entro il 30 giugno di ogni anno.

Le sanzioni restano rilevanti: l’omessa pubblicazione comporta una multa pari all’1% degli importi ricevuti (minimo 2.000 euro) e, nei casi più gravi, la restituzione del beneficio.

Digitalizzazione a metà

Il decreto rappresenta un passo avanti nella modernizzazione dei processi amministrativi, soprattutto per quanto riguarda la gestione dei pagamenti elettronici. Tuttavia, la mancata revisione degli obblighi sugli aiuti di Stato evidenzia come il percorso verso una reale semplificazione burocratica sia ancora incompleto.