Con una ordinanza la Corte di Cassazione ha stabilito un principio importante per chi ha perso il beneficio della rateizzazione di un debito fiscale. Il nodo è capire quando inizia a correre il termine per notificare la cartella di pagamento, dopo la decadenza dal piano di rateizzazione.
Nel caso preso in esame, una società aveva accesso a una dilazione concessa in sede di accertamento con adesione. La società era riuscita a pagare solo la prima rata, ma aveva saltato quelle successive. L’Agenzia riscossore, così, iscrisse a ruolo l’importo restante e notificò la cartella di pagamento nel 2014. Tuttavia, la difesa della società sosteneva che il termine triennale previsto per la notifica della cartella (art. 25, comma 1, D.P.R. n. 602/73) fosse già scaduto — essendo trascorsi più di tre anni dalla presentazione della dichiarazione per l’anno 2010.
La Cassazione, invece, ha ricordato che il termine non decorre dalla dichiarazione, ma dal momento della decadenza dalla rateizzazione, cioè dal mancato pagamento della prima rata successiva. Questo significa che la cartella notificata nel 2014 era arrivata ancora in tempo e non era decaduta per ritardo.
Il chiarimento è rilevante: apre un margine temporale più ampio per l’Agenzia di notifica, ma allo stesso tempo rassicura il contribuente circa la possibilità di opporsi o scegliere modalità alternative finché il termine triennale non è passato dalla data di effettiva decadenza.
In sintesi: se si perde la rateizzazione perché non si paga una rata, il limite temporale per ricevere la cartella di pagamento inizia a correre da quel momento, non dalla presentazione della dichiarazione dei redditi o dell’accertamento originario.
