Esenzione IMU per immobili sportivi: una novità per il mondo dilettantistico

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Le associazioni e le società sportive dilettantistiche potranno beneficiare dell’esenzione dall’IMU sugli immobili destinati esclusivamente ad attività sportive non commerciali. Lo prevede un emendamento approvato dalla Commissione Finanze della Camera al Decreto Fiscale (DL n. 84/2025), che rappresenta una significativa novità per tutto il settore dello sport dilettantistico.

Il beneficio riguarda gli immobili utilizzati da enti riconosciuti dal CONI e iscritti al Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche (RASD). Rientrano quindi sia le classiche associazioni sportive (ASD), sia le società sportive dilettantistiche (SSD) costituite in forma di società di capitali, a condizione che siano prive di scopo di lucro. L’iscrizione al RASD diventa dunque il requisito centrale per accedere all’agevolazione, almeno finché i comuni non definiscano i criteri locali per valutare la natura commerciale o meno dell’attività.

Per ottenere l’esenzione, l’attività svolta negli immobili deve essere effettivamente non commerciale. Questo significa che i servizi sportivi devono essere offerti gratuitamente oppure a un prezzo simbolico, inferiore almeno del 50% rispetto alle tariffe medie locali per servizi analoghi. Saranno i comuni, d’intesa con le rappresentanze sportive locali, a stabilire ogni anno quali sono queste tariffe medie di riferimento, rendendole pubbliche sui rispettivi siti istituzionali.

Nel frattempo, in attesa che i comuni si adeguino a questa nuova procedura, la semplice iscrizione al RASD sarà sufficiente per fruire dell’esenzione. Questo passaggio temporaneo semplifica molto le cose per gli enti sportivi, ma non li esonera dagli obblighi dichiarativi: anche in caso di esenzione, infatti, resta obbligatoria la presentazione della dichiarazione IMU.

Se l’immobile è utilizzato anche per attività diverse da quelle sportive dilettantistiche, l’esenzione sarà applicata solo alla porzione effettivamente destinata a uso sportivo e non commerciale. In presenza di unità immobiliari non distintamente separate, sarà l’ente stesso a dover dichiarare la quota di utilizzo esente, con calcolo proporzionale dell’imposta dovuta per la parte imponibile.

Anche la giurisprudenza più recente ha chiarito alcuni punti fondamentali. La Corte di Cassazione ha confermato che le SSD senza fini di lucro, se in possesso dei requisiti formali richiesti – come statuti adeguati e iscrizione al CONI – devono essere considerate al pari delle ASD e possono dunque accedere all’esenzione IMU, purché svolgano realmente un’attività non commerciale. In altre parole, non conta solo la forma giuridica dell’ente, ma soprattutto il concreto modo in cui l’attività è esercitata.