Con l’avvicinarsi della scadenza estiva, torna in primo piano la questione della rottamazione‑quater: per mantenere i benefici previsti dalla legge n. 197/2022, il prossimo appuntamento con il Fisco è fissato al 31 luglio 2025, con la possibilità di sfruttare una finestra di tolleranza di cinque giorni. In pratica, chi versa fino al 5 agosto 2025 sarà ritenuto in regola con il piano agevolato.
Per scongiurare la perdita dei vantaggi concessi, è dunque fondamentale rispettare questa scadenza. I contribuenti coinvolti dovranno consultare la “Comunicazione delle somme dovute”, disponibile nell’area riservata dell’Agenzia delle entrate‑Riscossione, per verificare l’importo esatto da pagare e le modalità previste, che includono sia i pagamenti telematici (come pagoPA, home banking e addebito diretto), sia quelli tradizionali presso banche, uffici postali o sportelli fisici
Chi ha subito una precedente decadenza dal piano può ancora essere re‑ammesso grazie alle disposizioni del Milleproroghe 2025. Questi contribuenti, ammessi entro il 30 aprile 2025, hanno la possibilità di regolarizzare la propria posizione versando l’intera cifra in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2025 (con la stessa tolleranza fino al 5 agosto). In alternativa, possono optare per un piano rateale flessibile, che prevede fino a 10 rate consecutive, con le prime due da saldare entro luglio e novembre 2025, e le restanti distribuite fino al 2027.
Sta di fatto che, se anche soltanto una rata – quella di luglio compresa – non dovesse essere pagata, arrivasse in ritardo o risultasse parziale, scatterà la decadenza automatica dai benefici. In tal caso, quanto già versato non sarà considerato chiuso ma semplicemente un acconto sul debito residuo, e l’Agenzia potrà riprendere le procedure esecutive e applicare gli interessi e le sanzioni previsti.
In conclusione, si profila all’orizzonte un periodo cruciale per chi ha aderito alla rottamazione‑quater: rispettare il 31 luglio 2025 (o il 5 agosto, contando la tolleranza) è essenziale per non vanificare il percorso di definizione agevolata intrapreso e perdere i vantaggi fiscali conquistati.
