Il Consiglio dei Ministri ha approvato il 10 giugno 2026 lo schema di Decreto correttivo “omnibus”, introducendo importanti novità fiscali anche per gli Enti del Terzo Settore (ETS). Tra le misure più rilevanti figura l’inserimento del nuovo articolo 82-bis nel Codice del Terzo Settore, dedicato alla disciplina IRAP.
Cosa cambia per gli ETS
La nuova disposizione stabilisce che, ai fini IRAP, gli Enti del Terzo Settore – esclusi le imprese sociali – dovranno continuare a qualificare le proprie attività secondo i criteri previsti dal Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR).
In pratica, per determinare se un’attività sia commerciale o non commerciale ai fini dell’imposta regionale, non si applicheranno le nuove regole introdotte dall’articolo 79 del Codice del Terzo Settore, ma i criteri già utilizzati in passato.
L’obiettivo della riforma
La finalità della norma è garantire continuità e certezza applicativa nel calcolo dell’IRAP, evitando che il nuovo sistema di qualificazione fiscale degli ETS generi dubbi interpretativi o modifiche inattese alla base imponibile.
Il legislatore ha scelto quindi di mantenere invariato il meccanismo di determinazione dell’imposta regionale, preservando le modalità di calcolo già consolidate.
Il doppio binario fiscale
Con la riforma si crea una distinzione tra le regole applicabili ai fini IRES e quelle previste per l’IRAP:
- ai fini IRES, gli ETS applicheranno le nuove disposizioni del Codice del Terzo Settore;
- ai fini IRAP, continueranno a valere i criteri di qualificazione previsti dal TUIR.
Si tratta di una scelta che introduce una vera e propria “asimmetria” tra i due tributi, ma che consente di evitare effetti indesiderati sulla tassazione regionale.
Quando entrerà in vigore
Le nuove disposizioni avranno effetto dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2025, quindi, per la maggior parte degli enti, dal 1° gennaio 2026.
La decorrenza è stata studiata per coordinare il nuovo regime IRAP con l’entrata in vigore delle altre norme fiscali previste dalla riforma del Terzo Settore.
In sintesi
Il nuovo articolo 82-bis del Codice del Terzo Settore conferma, per gli ETS, la continuità delle regole IRAP basate sul TUIR. Una scelta che punta a garantire stabilità, semplificazione e certezza fiscale, evitando che la riforma del Terzo Settore produca effetti indesiderati sul calcolo dell’imposta regionale.
