Certificazione credito d’imposta R&S: il silenzio-assenso può bloccare l’accertamento

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Importante chiarimento dell’Agenzia delle Entrate in materia di credito d’imposta ricerca e sviluppo (R&S): il completamento della procedura di certificazione, anche tramite silenzio-assenso, può produrre effetti vincolanti per l’Amministrazione finanziaria e incidere sugli accertamenti in corso.

L’indicazione è arrivata durante Telefisco 2026 e rappresenta un punto di riferimento operativo per le imprese che hanno richiesto o intendono richiedere la certificazione dei crediti R&S.

La certificazione delle attività agevolate

La normativa, a partire dall’art. 23 del D.L. n. 73/2022, ha introdotto la possibilità per le imprese di ottenere una certificazione tecnica che attesti la corretta qualificazione degli investimenti effettuati o programmati in:

  • ricerca e sviluppo,
  • innovazione tecnologica,
  • design e innovazione estetica.

Con il D.P.C.M. 15 settembre 2023 è stato inoltre istituito presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy l’Albo dei certificatori abilitati al rilascio delle certificazioni.

La certificazione può essere richiesta solo se le violazioni non sono già state formalmente constatate con processo verbale o contestate con un atto impositivo.

Il ruolo del silenzio-assenso

Elemento centrale del chiarimento riguarda il meccanismo del silenzio-assenso.

Il Ministero può richiedere documentazione integrativa entro 90 giorni dalla ricezione della certificazione; se ciò non avviene, oppure una volta completato l’iter nei tempi previsti, la certificazione diventa efficace e vincolante per l’Agenzia delle Entrate, limitatamente alla qualificazione tecnica delle attività svolte.

Secondo quanto chiarito a Telefisco 2026:

👉 se l’impresa ha avviato correttamente la procedura di certificazione prima della notifica dello schema d’atto in contraddittorio preventivo (ex art. 6-bis dello Statuto del contribuente), la certificazione può produrre effetti vincolanti anche se si perfeziona successivamente tramite silenzio-assenso.

Effetti sugli accertamenti e sulla compensazione

Il chiarimento ha implicazioni rilevanti:

  • la certificazione può contribuire a superare contestazioni relative alla qualificazione delle attività agevolate;
  • la compensazione del credito effettuata nel frattempo può essere considerata legittima;
  • si rafforza la tutela del contribuente che attiva tempestivamente la procedura.

Resta comunque ferma la possibilità di contestazione qualora la certificazione sia stata ottenuta sulla base di una rappresentazione non corretta dei fatti.

Un presidio preventivo sempre più strategico

Il chiarimento dell’Agenzia conferma come la certificazione tecnica stia diventando uno strumento fondamentale di prevenzione del rischio fiscale per le imprese che utilizzano il credito d’imposta R&S, soprattutto in un contesto di controlli sempre più frequenti.