Si apre la finestra decisiva per le imprese che intendono accedere al credito d’imposta ZES Unica 2025. Le aziende che hanno già presentato la comunicazione originaria sono infatti tenute a completare l’iter trasmettendo la comunicazione integrativa, nella quale devono indicare gli investimenti effettivamente realizzati dal 1° gennaio al 15 novembre 2025 nelle aree della Zona Economica Speciale.
L’invio della comunicazione integrativa sarà possibile da domani e dovrà avvenire entro il 2 dicembre. Il beneficio interessa le imprese che operano nelle zone produttive delle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia, oltre che in Abruzzo per le regole del credito.
Per la trasmissione è necessario utilizzare il modello approvato dall’Agenzia delle Entrate con il Provvedimento n. 25972 del 31 gennaio 2025, e inviare il file in via telematica tramite il software ufficiale “ZESUNICAINTEGRATIVA2025”, disponibile gratuitamente sul sito dell’Agenzia. L’invio può essere effettuato direttamente dall’impresa oppure tramite un intermediario abilitato.
La comunicazione è considerata tempestiva anche se scartata nei quattro giorni precedenti la scadenza, purché correttamente ritrasmessa nei cinque giorni successivi. Durante l’intera finestra temporale è inoltre possibile sostituire una comunicazione già trasmessa o annullarla. L’annullamento comporta tuttavia la decadenza dal beneficio. Le comunicazioni inviate oltre il termine del 2 dicembre saranno automaticamente rifiutate, salvo rettifiche limitate ai dati del quadro C in caso di controlli antimafia.
Il credito d’imposta ZES, introdotto dal Dl 124/2023 e confermato per il 2025, sostiene gli investimenti in beni strumentali nuovi, con un importo ammesso per singolo progetto compreso tra 200mila euro e 100 milioni di euro. Una volta conclusa la fase di invio delle comunicazioni integrative, un provvedimento dell’Agenzia delle Entrate definirà la percentuale di credito effettivamente fruibile, calcolata in rapporto al tetto di spesa disponibile, pari a 2,2 miliardi di euro.
L’appuntamento del 2 dicembre rappresenta quindi l’ultimo passaggio operativo necessario per accedere al beneficio e consolidare il credito maturato sugli investimenti realizzati nel Mezzogiorno

